Agenda Kokonote: amore a prima vista

Più che un’agenda un Life-Planner. Sicuramente un’agenda da scrivania più che da portare in giro.

Mi sono imbattuta qualche giorno fa da Felrinelli in questa splendida agenda Kokonote, in stile giapponese, con Haiku e stampe in stile orientale, 17 mesi, da agosto 2022 a dicembre 2023.

L’agenda Kokonote ha tutto quanto occorre e piace ai planner addicted: piano mensile con mood tracker integrato, indicazione delle giornate mondiali di qualsiasi cosa, frasi motivazionali, tracker del meteo, pagine per goal setting, travel planning , tracker delle spese, whatching e reading list….

Ha anche una sezione iniziale con domande utili ad aiutare a riconoscere i propri valori e fissare i propri obiettivi (come nelle Franklin-Covey).

Insomma, tutti i contenuti tipici dei Bullet Journal e cari a noi planner addicted, ma già prestampati, già organizzati e soprattutto già abbelliti, senza lo sbattimento (almeno per me) di dover creare con scarse abilità artistiche un bel layout. Plus: due pagine di stickers.

E’ disponibile in 3 varianti di colori (proprio come il life planner di Erin Condren): neutro, tema floreale e tema arte giapponese (quella che ho preso io).

Per la grandezza che ha (simile ad Erin condren appunto), non è neanche troppo pesante per cui volendo può anche viaggiare con voi nel vostro zaino. come layout lo trovo migliore di quello di Erin Condren.

Data la bellezza e la ricchezza di contenuti suggerirei di usarla come diario-memory keeping, più che per il lavoro o cose di cui non necessariamente si vuole tenere memoria negli anni futuri.

Quindi aspettatevi un altro post con i consigli su quale agenda-setting usare per il lavoro.

Il prezzo è di poco meno di 25€, non tantissimo considerato agende simili più famose (es. Erin Condren che costa molto di più) oppure planner più semplici, anche solo annuali, che alla fin fine hanno lo stesso prezzo (es. Moleskine, Letts…).

Cercatela in da Feltrinelli, sfogliatela: vi stregherà!

Pubblicità

Checklist per il Decluttering digitale

Buongiorno amici.

Ormai lo sapete: fare decluttering ci consente di avere non solo maggiore ordine attorno a noi, ma (e soprattutto) maggiore chiarezza nella nostra mente, ci da modo di capire dove spendiamo le nostre energie, cosa ci trasciniamo dietro, cosa ci fa brillare gli occhi.

Non sono però solo le “cose materiali” che affollano il nostro spazio e ci appesantiscono la testa. C’è anche una marea di disordine e “monnezza” digitale. E non è solo lo SPAM (ormai tenuto a bada da qualsiasi provider di servizi email).

Quante volte vi siete trovati il telefono malfunzionante per carenza di memoria? E che cosa occupa la memoria del vostro telefono maggiormente? le Foto! Ma che foto? sono tutte foto ricordo che vale la pena conservare per il domani? Sono sicura no! La maggior parte della monnezza viene da WhatsApp e si tratta di buongiornismi, video dementi, ecc… ecc… Per non parlare della vostra casella di posta elettronica e le innumerevoli newsletter a cui siete stato obbligati a iscrivervi per poter avere lo sconto “X” e che ora affollano la vostra casella email, facendovi perdere di vista messaggi importanti.

Abituatevi a fare decluttering anche nella dimensione digitale con regolarita (anche considerati i ritmi di affollamento del digitale che sono più frenetici di quelli del mondo fisico, se non altro perchè non richiedono spesa economica e sforzo fisico!). Fermatevi a cadenza periodica (settimanale, mensile, trimestrale) per fare ordine nel vostro PC/Smartphone cancellando file e foto non più rilevanti, cancellando App o account che non utilizzate ma di cui subite ancora le incessanti notifiche.

Impostate WhatsApp in modo che non scarichi automaticamente i files, fate un giro settimanale o al massimo mensile nelle vostre foto e cancellate quelle venute mosse, quelle che non vale la pena conservare (es. pin dodo di animal crossing!), quelle che non costituiscono un “ricordo”.

Disiscrivetevi dalle newsletter che non leggete o per cui non nutrite ancora interesse.

Tenete traccia dei vostri account digitali e cancellateli con cadenza annuale se non più utilizzati da quando li avete creati.

Decidete cosa fare di quei blog che avete aperto ma su cui, di fatto, non scrivete più, e con questa decisione liberatevi dal senso di incompiutezza (e colpa a volte) per il mancato impegno su quel fronte.

E qui arriviamo al punto.

MaGà ed io abbiamo avviato questo blog con un progetto in testa. La vita poi ha portato entrambe a riformulare proprie aspettative e priorità, da diversi mesi poi sono stata solo io a scrivere anche con difficoltà nel decidere “in quale dei miei blog” inserire quello di cui volevo parlare.

Per cui, inizialmente avevamo deciso di trasferire tutti i contenuti sul mio blog personale, Gocce di Cle (che alla fine sta diventando una specie di “Magazine” che contiene tutto quello di cui mi va di parlare o che voglio condividere).

Ma poi, ho notato che comunque continuano ad esserci non solo iscritti affezionati, ma anche nuovi lettori, per cui non me la sono sentita di chiudere i battenti. In più, mantenere attivo questo blog e la sua specifica linea editoriale è tutto sommato in linea con i miei progetti per il futuro. Per cui, eccoci ancora qui! Il mio Blog magari sarà un collettore, uno spartitraffico generale.

Sotto vi lascio sotto una utilissima checklist per il vostro periodico decluttering digitale (fonte: https://wildsocietyco.com/digital-declutter-checklist/)

Saper riconoscere quando è tempo di cambiare (lavoro)

Quando ti sembra di sprecare l’inchiostro delle tue penne o i tuoi post-it “particolari” per uso attinente al lavoro… è arrivato il momento di cambiare lavoro, o almeno remare verso quella direzione.

Cle

Si sa: i patiti di articoli di cancelleria (stationery addicted) hanno pile e pile di quaderni in attesa di “un uso perfetto” perchè troppo belli per essere sciupati. E insieme ai quaderni, anche washi, stickers…

Io detesto avere roba inutilizzata (tutt’al più compro due cose uguali, così una la uso e l’altra la ammiro), ed in generale non sono una che decora molto quaderni ed agende, essendomi ormai rassegnata anche alla bruttezza della mia grafia. Ma mi piace avere cose belle oltre che funzionali, per rendere più piacevole anche la vista dell’agenda, sia essa personale o di lavoro.

Ultimamente mi sono accorta che non mi va di “sprecare” le mie cose per il lavoro. Annoto le cose da fare su foglietti strappati, nemmeno più nell’agenda (nonostante abbia inserti orientati proprio ad organizzare la giornata lavorativa). Uso le penne più scadenti, riservando quelle più scorrevoli ad altro (o nulla).

La voglia e la consapevolezza di dover cambiare lavoro per me c’è da diversi anni. Ho cercato di salvare il salvabile per non “buttare alle ortiche” la mia formazione ed esperienza professionale, ma sono arrivata al fondo, e questa resistenza all’uso di cose che mi piacciono per il lavoro, è un chiarissimo campanello di allarme: il tempo è scaduto. Meglio buttare alle ortiche la “professionalità acquisita” in un determinato settore, che la possibilità di sentirmi quanto meno soddisfatta delle ore lavorative, di sentire che sto aggiungendo quanto meno valore economico alla mia famiglia a fronte del tempo che le sottraggo. Lavorare per la gloria o solo per mantenere un titolo prima del proprio nome in firma vale davvero poco a fine mese. E anche a fine giornata.

E da diversi mesi, ormai, oltre a badare a due pargoli, la casa e trascinarmi avanti un lavoro che non mi piace (e in alcuni giorni detesto), mattoncino dopo mattoncino, cerco di costruire una strada diversa che spero di poter percorrere quanto prima.

Non è facile, specie con due bimbi in casa e un altro lavoro. Ma non è impossibile. Certo: la giornata è fatta di 24 ore e qualcosa resta indietro. Io ho lasciato indietro i blog, la mia passione per la cucina, la cura della casa… mi sono lasciata solo un piccolo svago videoludico perchè qualcosa di piacevole oltre ai figli devo pur mantenerla! Ma sto costruendo, un pochino ogni giorno. Se vi chiedete come fa una mamma a fare tutto (e nello specifico anche a cambiare lavoro) la risposta è semplice: non può fare tutto, non per lunghi periodi, non tutti i giorni tutto l’anno. Non può essere sempre tutto al massimo: è un fatto di priorità e sanità mentale. Qualcosa va lasciato indietro. i figli certamente no, tutto il resto a fasi alterne certamente si.

Si dice che si fa un torto a se stessi non facendo ciò per cui ci brillano gli occhi. Io dico che si fa un torto a se stessi se si continua a fare qualcosa che ti fa torcere le budella. e si fa un torto alla propria famiglia lasciando che qualcosa che detestiamo ci prosciughi ogni energia vitale e voglia di fare.

Il mantra è sempre quello: avere il coraggio di cambiare quello che può essere cambiato, la forza di sopportare quello che non può essere cambiato, e l’intelligenza di capire la differenza tra le due situazioni.

L’intelligenza…. ma anche la chiarezza nella mente.

Tante volte sentiamo un senso di frustrazione e insoddisfazione e non ne capiamo nemmeno la causa, o la ascriviamo ad altri fattori, con il risultato di nuotare a vuoto, perchè non capiamo quale cosa rimuovere (o aggiungere) nella nostra vita per poterci liberare da quel senso di frustrazione.

La pratica del Decluttering (liberarsi del superfluo) aiuta molto proprio come esercizio mentale a saper focalizzare cosa è importante e cosa superfluo nella propria vita. Assieme a questo, la meditazione aiuta a individuare e riconoscere i propri stati d’animo ed i “trigger” che li suscitano.

Sono molto grata alla community di planner e organizzazione per avermi dato questi due potenti strumenti per migliorare la mia qualità di vita e il mio benessere (senza necessariamente aver bisogno di maggiori risorse economiche).

Per cui, oltre che una nota personale, questo è anche un post di ringraziamento, alla community e a te che hai letto sin qui.

A presto (spero con notizie di cambiamento).

Cle

cambiamento

PS: Questo sarebbe materiale per il mio altro blog, ma … non voglio ancora che si sappia in maniera così pubblica e conclamata che inseguo il cambiamento!